Lo scorso 30 ottobre,alla Wells Fargo Arena,in occasione della prima dei Sixers,annunciava il suo ritiro Allen Iverson,talento trascendentale ed irripetibile che ha segnato una generazione e la storia Nba (e il concetto di “practice” in una deliziosa e delirante intervista);lo stesso giorno si rivelava ai più il talento di Michael Carter-Williams,materializzatosi in una quasi-quadrupla-doppia facendo registrare 22 punti,12 assist,7 rimbalzi,9 palle recuperate e un bel 2 alla voce attributi nel guidare questi Sixers ad un’insperata vittoria sui campioni in carica degli Heat. Il suo debutto è stato celebrato sui social e alcuni siti specializzati l’hanno paragonato ad altri esordi “illustri”:nessuno negli ultimi 15 anni ha debuttato così in grande,l’unico ad avvicinarsi è il Prescelto che scrisse a referto 25 punti,6 rimbalzi,9 assist e 4 palle recuperate nella sconfitta dei suoi Cavs a Sacramento,non male per uno che l’anno prima faceva ancora i compiti per casa alla high school.

Il ragazzo si è ripetuto meno di una settimana dopo rifilando 26 punti e smazzando 10 assist di fronte ad un opaco D-Rose,guidando i suoi Sixers ad un’inaspettata vittoria coi Bulls che li ha proiettati sul 3-0 e aggiudicandosi il premio di Player of the Week dopo la sua prima settimana nella Lega;non male se l’ultimo a riuscirci è stato un certo Shaquille O’Neal nel ’92.

Michael Carter Williams nasce come un progetto di point guard vicina ai due metri,sviluppato nei laboratori di Syracuse dove aveva già messo in evidenza le sue doti,e in particolare quelle di assistman,collezionando una media di 12 punti,7.3 assist,5 rimbalzi e 2.8 palloni rubati a partita,cifre di tutto rispetto che gli sono valse l’undicesima chiamata dei Sixers nei quali si è ricongiunto col suo compagno nei circuiti AAU Nerlens Noel. Le sue braccia interminabili rappresentano una seria minaccia difensiva,e i suoi 9 “steals”,record per un rookie al debutto,della partita contro Miami sono un chiaro esempio di come il ragazzo sappia sfruttare questa caratteristica,anche se per reggere botta in difesa sarà necessario equipaggiarsi con qualche chilo di muscoli in più. Si è posto fin da subito come una speranza per la ricostruzione di Philadelpia che probabilmente andrà per le lunghe,anche in vista del prossimo interessantissimo draft (non solo Wiggins e Parker);ciò garantisce a Carter-Williams la possibilità di poter sbagliare e crescere senza tante pressioni. Il ragazzo ha potenziale da All-Star,ma la strada è ancora lunga e il rischio di rivelarsi un fuoco di paglia sempre in agguato,ma chi ha visto la sua partita di debutto ha indubbiamente percepito delle vibrazioni,probabilmente quelli di Philly non “vibravano” così da quando il numero 3 di cui sopra aveva preso in ostaggio il cuore di una città che nello sport “vuole vedere i cosiddetti”,come ricordava Buffa nel raccontare la storia di Vince Papale,barista divenuto professionista nei suoi amati Eagles,la squadra di football di Philadelphia;il ragazzo i “cosiddetti” li ha già mostrati in due exploit da sogno,ora la strada è indubbiamente in discesa.

 

                                                                                                                                                                                                                            Mattia D’Orazio