Ciuff – I Giganti della Pallacanestro

Trapani: sguardo al futuro

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"Water, water everywhere, and nor any drop to drink", così scriveva Samuel Taylor Coleridge nella sua ballata "The rhyme of the ancient mariner", quando descriveva la rassegnazione del naufrago che all'orizzonte vede soltanto acqua e, pur assetato, non può berne neanche una goccia.

La situazione della Pallacanestro Trapani si avvicina esattamente a quella del naufrago in difficoltà, ma ad essa non va assolutamente associato il termine "rassegnazione", dato che società, staff e giocatori hanno fatto il possibile per continuare a navigare nonostante i venti contrari. Insomma, la stagione non è certo così drammatica, ma la frase può ben simboleggiare gli eventi che ci hanno condotto dalle prime 4 posizioni della classifica fino ad un onesto 50% di vittorie.

Stagione, quindi, fin qui disgraziata, quella che sta vivendo la formazione granata, incapace di scendere a referto col roster costruito ad inizio stagione pressoché in ogni gara, a causa dei numerosi infortuni e di tutti gli altri problemi che hanno contraddistinto l'attuale campionato.renzi

Gli infortuni di Tavernelli e Tommasini ci hanno privato di un playmaker di ruolo, in seguito quello di Scott, oltre ai cronici guai di Filloy, hanno consegnato allo staff tecnico un gruppo che non si è mai potuto allenare al completo, spesso dovendo ricorrere a 6 o 7 giovani per potere completare una partitella 5vs5 in allenamento.

Le precarie condizioni fisiche di molti elementi del gruppo, inoltre, hanno fatto venire fuori problemi tecnici inizialmente non così evidenti o noti agli addetti ai lavori, e più precisamente:

1. Tommasini, soprattutto a causa dei noti guai fisici e un pò, forse, per carattere, non ha ancora fatto il salto di qualità che ci si attendeva da un playmaker col suo fisico, divenendo inefficace nel momento in cui ha perso quel minimo di pericolosità al tiro che aveva in precedenza, circostanza non sfuggita alle difese avversarie che hanno cominciato sistematicamente a battezzarlo, in perfetto stile "Rajon Rondo" (le sue % in lunetta e al tiro da 3 punti parlano da sole, purtroppo);

2. Filloy è un elemento fondamentale per lo spogliatoio ed è ancora in grado di dimostrare che tipo di giocatore è stato e può essere ancora, seppur con certi minutaggi (15 a partita), ma fisicamente non è più un atleta e si trova in difficoltà ogni qual volta viene chiamato a dover contribuire con minutaggi più sostanziosi (quest'anno praticamente sempre, a causa dei cennati infortuni). In più, ormai sono più gli allenamenti che è costretto a saltare rispetto a quelli ai quali prende parte.

3. Scott si è dimostrato un buon giocatore, ma come tutti i 4 che passano attorno ad Andrea Renzi, è stato fagocitato dalla presenza del pivot granata, incapace di coinvolgere il suo partner nelle azioni offensive, costringendolo, spesso, a girare sul perimetro in attesa di un pallone che, purtroppo, tardava sempre ad arrivare.

thumbnail__PEP32164. Viglianisi e Ganeto sono due giocatori che tutti vorrebbero avere in squadra, ma, giocando in 5 o 6 a causa degli infortuni, sono stati spesso costretti a dover prendere in attacco inziative e responsabilità che non fanno parte del loro bagaglio tecnico.

Insomma, gli infortuni in sequenza hanno consegnato a Ducarello e Jemoli un roster spesso composto soltanto  da 5 o 6 elementi, praticamente privo di un playmaker di ruolo, con i due giocatori più importanti in difesa costretti a fare lo straordinario anche in attacco, e un lungo tecnicamente dominante in post basso (vedi quanto qui di seguito riportato) che, però, soffre in difesa e non riesce a dialogare con il partner americano.

Tenere saldo il timone in queste condizione è stata una prova di qualità della società e dello staff tecnico. Ciò detto, però, si può osservare come la squadra confermata quasi integralmente in estate sia destinata, in parte, a mutare l'estate prossima, per gettare le basi di quella che, magari, potrà competere per la serie A quando ci saranno 2 promozioni (e magari due delle big attuali saranno già salite in serie A). E, forse, in estate la dirigenza avrebbe dovuto valutare meglio le condizioni fisiche dei predetti Filloy e Tommasini. Ma non è questo ciò di cui voglio scrivere in questo momento.

Preferisco scrivere di quelle che sono le vere certezze granata in questo momento. Sul campo, Keddrick Mays, oltre ai predetti Viglianisi e Ganeto, questi ultimi due leader difensivi e uomini di carattere del gruppo. Quanto all'americano, lo scorso anno talvolta l'ho criticato per le sue forzature sul parquet, quest'anno invece sta giocando alla grande, spesso costretto, oltretutto, a far da solo quando i compagni gli hanno affidato la palla dicendogli chiaramente "fai tu".

Accanto a loro, Nenad Simic. Un'estate di potenziamento fisico e tecnico, e l'anno prossimo avremo un under di 208 cm in grado di giocare 10 minuti a sera. Tenerlo è d'obbligo, la società dovrà fare di tutto per farlo crescere con i colori granata, sperando che, prima o poi, potrà spiccare il volo verso palcoscenici più elevati.

Le altre certezze sono il presidente e l'allenatore. Il primo è intervenuto al momento opportuno, prendendo un nuovo americano con il quale provare _PEP4360-2a raggiungere i playoff in questa stagione disgraziata e mantenendo sereno l'ambiente quando i tifosi hanno cominciato a mugugnare, quasi che non si rendessero conto della situazione, con così tanti infortuni che ormai lo staff stava pensando quasi di tesserare "Aurighetto" come giocatore di esperienza dalla panchina.

Il secondo, invece, ha cercato di continuare a lavorare con tranquillità, cercando di tirare fuori il meglio dalle partite anche quando in settimana dirigeva sessioni tecniche con Viglianisi, Ganeto, vari elementi non tesserati oltre ai ragazzini del settore giovanile. Situazione non facile, purtroppo.

Torniamo ai tifosi granata, però. Da buoni tifosi, questi ultimi sono tecnicamente e cestisticamente miopi, incapaci di leggere oltre l'entusiasmo e il tabellino dei punti a referto. Come è giusto che sia, in fondo, ad ognuno il suo compito, il suo mestiere.

Vi parlerò, quindi, di Andrea Renzi. Il lungo trapanese, artefice fin qui di un'ottima stagione, è un autentico manuale offensivo del post basso, tecnicamente il miglior pivot del campionato. Purtroppo, però, allo stesso tempo è un giocatore fisicamente inferiore ai pari ruolo americani ed è, inoltre, estremamente condizionante, non facile da inserire in un contesto tecnico quale quello attuale, nè offensivamente nè difensivamente. Renzi segna 15-20 punti, è vero, ma non gioca il pick'n roll e pretende la palla in post basso, dove ferma il gioco, ingombra l'area e non riesce a dialogare con il post alto.

In difesa, invece, non può uscire forte sul pick'n roll e deve tenere un atteggiamento contenitivo, causando sempre problemi alla squadra che deve partire ogni azioni difensiva in svantaggio tecnico. In più, soffre terribilmente quando il lungo americano, come detto, è un 5 colored dotato atleticamente (sempre). Questo vuol dire che ogni azione, e dico ogni azione di questo lunghissimo campionato, i suoi compagni dovranno fare uno sforzo difensivo doppio per coprire le lacune del proprio totem. Sia chiaro, anche questo è il basket e anche qui ad ognuno il suo mestiere.

12768232_1133655289979000_5514517131866491532_oIl problema principale, però, è che Renzi condiziona (e condizionerà) ogni scelta granata per i prossimi 5 anni. Ogni stagione (rassegnatevi), avremo un'ala forte americana che tutti criticheranno, perchè produrrà poco e sarà sempre fuori dai giochi. Perchè? Perchè in area non potrà andare, essendo il post basso perennemente occupato, e sarà quindi relegata sul perimetro (salvo che il presidente non decida di regalare un giocatore di altissimo livello, circostanza che, ovviamente, cambierebbe la situazione).

Difensivamente avremo sempre un atteggiamento remissivo e non aggressivo, rassegnatevi anche a questo. Ecco che, allora, Viglianisi e Ganeto, o quelli che verranno in futuro, saranno sempre costretti a faticare il doppio per coprire l'area e poi subito scappare sul perimetro, in un elastico logorante nel corso della stagione.

Con questo non voglio dire che Renzi sia il problema della squadra, anzi. Ha avuto buoni momenti in stagione, nei quali il suo rendimento offensivo è stato eclatante, e quello difensivo sufficiente. Ecco, un contratto quinquennale ad un difensore pigro, però, non è certo il modo migliore per invogliarlo a difendere. Con buona pace dei tifosi, miopi, che lo adoreranno, comunque, incondizionatamente.

Nei prossimi anni dovremo forzatamente costruire attorno a lui, e non sarà facile, perchè saremo ancora costretti a giocare un basket complesso e non adatto al campionato che stiamo disputando. Ecco che, quindi, dovremo far fronte alle necessità adottando, magari, quella che affettivamente potrebbe sembrare una scelta difficile. Dovremo, infatti, cercare di spostare altrove il baricentro della squadra, consentendo al nostro pivot di essere un'arma in più e non il baricentro del gioco. In questo modo diventerebbe l'addizione vincente e non la condizione del sistema granata.

Servirà (o servirebbe), quindi, in futuro, un 4-5 dalla panchina (Pini?) che possa ben coordinarsi tecnicamente col 4 americano da starting five, per consentire alla squadra di giocare tratti della partita con una squadra più rapida in attacco e più aggressiva in difesa. Servirà anche un nuovo playmaker per portare aria fresca e nuova nel ruolo (Bossi?), magari con la conferma di Tavernelli. Sarebbe servito tanto, anche oggi, il nostro ex Massimino Chessa (o altro giocatore dalle sue caratteristiche), uno che dalla panchina cambia le partite. Probabilmente serviranno due nuovi americani, chissà. Il tutto con la probabile conferma dei vari Viglianisi, Ganeto, Renzi e Simic.

Adesso, però, sto divagando con ipotesi e nomi frutto solo ed esclusivamente di fantasia, e preferisco tornare al presente, dove il regalo appena fatto dal presidente, Crockett, consentirà alla squadra di scendere in campo nuovamente con rotazioni significative, con le quali, prima della predetta sequenza di infortuni, viaggiavamo tranquillamente tra le prime quattro formazioni del campionato. Ci vorrà tempo per ricostruire nuovi e diversi equilibri ed alchimìe, ma lottare per i playoff sarà comunque d'obbligo, anche soltanto per puntare all'ottavo posto al fine di regalarci una serie spericolata contro una big del campionato (Virtus o Treviso magari).

E allora a domani, tutti al PalaIlio, e forza granata!

Sergio Lombardo

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