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Il derby di Natale è di Agrigento

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renziLa Fortitudo Agrigento espugna il PalaIlio al termine di una partita avvincente e si aggiudica il derby siciliano, dopo aver condotto per l'intera gara grazie ad una difesa arcigna e solida, specialmente nel pitturato. Alla fine la gara la decide Innocenzo Ferraro, autore di 16 punti con 4/5 da tre punti, lui che in stagione regolare viaggiava a 1.9 punti di media col 17% da tre punti: la gara della vita, con i canestri decisivi realizzati proprio quando i lunghi principali di coach Ciani erano tutti fuori per cinque falli.

L'analisi della partita è molto semplice e si può sintetizzare in quattro punti chiave: la difesa di Agrigento, la tenuta atletica granata, Carleton Scott e l'arbitraggio dei signori Perciavalle, Beneduce e Buttinelli.

Sotto il primo punto di vista, la Fortitudo Agrigento è scesa in campo con il sangue che ribolliva nelle vene dei propri giocatori, con un piano difensivo chiaro e ben delineato. La scelta di Ciani era quella di "picchiare duro" su Renzi, spingendolo sempre a ricevere lontano dal post basso e portando subito il raddoppio quando il centro granata cercava di avvicinarsi al pitturato. Gli agrigentini hanno ben eseguito ed hanno tenuto i granata a soli 69 punti. Poi, in attacco, è bastato fare il minimo indispensabile per portare a casa la partita. Il minimo indispensabile, con l'aggiunta della serata da ricordare per il predetto Ferraro, che difficilmente dimenticherà la tripla in step back che ha deciso la serata.

Secondo punto all'ordine del giorno: la tenuta atletica granata. In questo momento coach Ducarello può fare affidamento su soli quattro giocatori: Renzi, Mays, Viglianisi e Ganeto. Filloy non sembra neanche essere più un giocatore, in campo passeggia, non è più in grado di saltare e, in queste condizioni, è inidoneo al compito al quale sarebbe chiamato. Tommasini ci ha provato ma, evidentemente, non è in forma. Tavernelli, come ben saprete, è infortunato. Di Scott parleremo qui di seguito. In queste condizioni, agli avversari basta concentrarsi su Mays e Renzi, magari difendendo duro ed al limite del regolamento, per provare a tenerli fuori partita. Restano i soli Ganeto e Viglianisi che già sarebbero chiamati allo sforzo principale in difesa, non possono certo portare la carretta anche in attacco. Anche se, ad onor del vero, non si sono certo tirati indietro (17 per Viglianisi, con 3 assist, 13 per Ganeto).7

E se a ciò aggiungi anche i gravissimi errori ai tiri liberi, specialmente nel finale, ottieni una sconfitta. Già, perchè se vai a canestro con grande difficoltà, non puoi pagare anche dalla linea della carità, l'unico modo con cui far pagare agli avversari tutto l'agonismo che hanno messo sul campo, costringendo sempre Mays e compagni a prendersi tiri difficili, forzati o, comunque, costruiti con difficoltà a causa della forte pressione avversaria.

_PEP3567Terzo punto: Carleton Scott. L'americano prende i rimbalzi perchè salta, difende (per quel poco che difende) perchè ha le gambe per tenere chiunque. Oltre al dato atletico, che gli consente di essere quanto meno presentabile sul parquet, non si è visto nient'altro. Nessuna grinta, nessun attaccamento ai colori granata, nessuna voglia di spaccare la partita. Il minimo indispensabile. E, onestamente, non va bene. Non gli si deve chiedere di fare quello che non sa fare, ovvero giocarsi l'1vs1 o magari attaccare dal palleggio, perchè non ha le doti, del resto se le avesse si troverebbe a ben altro livello. Ma, di sicuro, si può, e si deve pretendere che sul parquet faccia vedere gli attributi, invece che il solito atteggiamento "ciondolante". Rimandato al girone di ritorno, per adesso.

Infine, gli arbitri, un capitolo a parte per loro. E' circostanza nota a tutti che, da quando gli arbitri sono divenuti tre, quelli che un tempo arbitravano in A2 adesso si ritrovano in A1. Inoltre, la A2 a 32 squadre comporta anche che spesso, nella terna, vi si ritrovino ragazzi che, anni fa, avrebbero arbitrato tuttalpiù in B2, forse in B1, per essere ottimisti. Molti di questi, onestamente, non hanno le doti e il carisma per arbitrare in serie A2, altri probabilmente sono soltanto inesperti. Oggi, i tre selezionati per dirigere il derby siciliano hanno dimostrato di non esserne pienamente all'altezza, compiendo molte scelte discutibili e, spesso, compiendone altre altrettanto discutibili per cercare di raddrizzare l'errore compiuto in precedenza. Il tutto con un metro arbitrale assolutamente incostante e mutevole durante l'arco della gara. Basti notare che, per 35 minuti, hanno concesso alla Fortitudo di difendere in un certo modo su Renzi (a mio parere non perfettamente in linea con i limiti del regolamento, ma comunque in fin dei conti accettabile, poichè eguale su entrambi i lati del campo), hanno cambiato metro per 3 minuti, causando l'uscita per 5 falli di entrambi i lunghi agrigentini in pochi minuti (consentendo ai granata di sfruttare il proprio centro e di rientrare in partita) e subito dopo hanno ripreso a fischiare in senso opposto, lasciando correre, altresì, su un fallo evidente su Viglianisi, per chissà quale intento di compensazione.

Sia chiaro, questa ultima digressione non muta i contenuti dell'analisi effettuata in precedenza: Agrigento ha meritato la vittoria, il Trapani, da parte sua, ha meritato la sconfitta. Agrigento festeggia il Natale, per i granata le vacanze serviranno soprattutto per recuperare fisicamente, sperando che Tavernelli, Tommasini e Filloy possano ritrovare l'integrità e la giusta forma fisica.

Antonio Pace

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