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Sean Kilpatrick: "Hai qualcosa dentro"

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"Hai qualcosa dentro."

15317741_1084613691650417_391033618964483950_nSean Kilpatrick è un giocatore apparentemente come tanti negli Stati Uniti, pieni di storie come la sua. Parliamo di un presumibile fenomeno a livello locale, poi statale e, infine, anche a livello collegiale, che poi si è trovato costretto a scontrarsi con la Nba, ovvero la destinazione naturale di tutti quelli che, possibilmente, hanno una storia e un percorso ancor più da fenomeno di lui.

Perchè, ricordatelo sempre, chi gioca nella Nba, anche se costretto a fare il gregario, tendenzialmente è in possesso di un background da superstella della propria high-school e, successivamente, anche del proprio ateneo universitario. E per chi ha calcalto il parquet con il ruolo di "go to guy", a qualsiasi livello, non è per niente facile riciclarsi in un ruolo diverso, soprattutto se questo comporta sacrificio e sudore.

Questo è proprio il percorso di Sean, nato a Yonkers, sobborgo di New York che evoca il ricordo di quelle ring chips, patatine a forma di anello, che tanto ci piacevano quando eravamo ragazzini e, ad onor del vero, anche al giorno d'oggi. Lì è iniziata la storia di Kilpatrick, da lì è iniziata, il 6 gennaio 1990, una carriera che lo ha portato prima a Cincinnati ed oggi ai Brooklyn Nets, dove finalmente si è potuto togliere qualche soddisfazione, mettendo insieme, in questo inizio di stagione, le medie di quasi 15 punti e 5 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Qui di seguito il pensiero di un suo fan che ci ha scritto in redazione.

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maxresdefaultL' inizio al College di Cincinnati è durissimo, si allena per un anno senza poter giocare neppure una partita, il coach non lo ritiene ancora pronto; ma lui ha qualcosa dentro. E per questo diventerà il secondo miglior marcatore dell'intera storia della squadra. Le franchigie NBA, nonostante ciò, non sembra credano in lui ed infatti nel 2014 è un undrafted.
Tantissima D-League dove fa quello per cui è nato: canestro! Ma le squadre NBA continuano ad ignorarlo, lui continua a segnare, a difendere, con il cuore.
Non smette di crederci mai, arrivano dei piccoli contratti da 10 giorni, dove fa bene e nei quali assaggia il campionato più bello del mondo, per poi tornare alla durissima realtà.
Nell'estate 2015 Torino è innamorata di questo giocatore e Sean ci pensa, ci pensa davvero, per poi decidere di non smettere di sognare, perché lui ha qualcosa dentro.
Rimane in D-League e continua a lavorare durissimo ed il suo sudore viene ripagato nel Marzo del 2016.
Brooklyn. Probabilmente la squadra più disastrata, disastrosa e meno talentuosa della lega decide di puntare su di lui.
Lui risponde come al solito, con canestri e cuore. Il ragazzo ha qualcosa dentro e finalmente può farlo vedere.
La nuova stagione per la squadra parte anche meglio del previsto e complice di questo inizio c'è il ragazzo di New York con la valigia in mano, che viaggia a 16 punti e 5 rimbalzi di media. I Clippers stanno facendo una delle migliori partenze di stagione di sempre, ma Sean ha qualcosa dentro che deve uscire, Sean non lo può più fermare.
Adesso ha finalmente realizzato la sua partita da Predestinato: 38 punti e 14 rimbalzi e vittoria di squadra.
Sean ha vinto.
Si è preso il suo sogno nonostante fosse l'unico a crederci. 

Sean ha vinto per davvero!

Andrea Centra

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