Ciuff – I Giganti della Pallacanestro

Gallinari: la critica della ragion pura

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gall3Danilo Gallinari è ormai da anni un punto di riferimento per il movimento azzurro nonché un giocatore di grande qualità e ben noto anche nell'ambiente Nba, leader ormai di esperienza dei Denver Nuggets e tra i migliori nell'intero panorama europeo.

Grande talento, altezza, fisico, tiratore di alto livello e giocatore dedito a giocare nel sistema oltre che pronto ad alternarsi tra due ruoli, per sfruttare il post basso contro small forward più piccole e per tirare dalla lunga distanza contro le power forward incapaci di uscire forte sul perimetro.

Gli anni passano, però, e Danilo non ha più fatto il grande salto di qualità: in Nba è un giocatore da 16-17 punti di media e circa 5-6 rimbalzi (cifre subito confermate in questa stagione), in Europa è il miglior giocatore di una nazionale incapace di esprimersi al meglio, che vedrebbe in lui il leader naturale, il giocatore cui affidare sempre la palla nei momenti chiave.

Ma Danilo è sì un talento strepitoso, ma non uno di quelli che prende la squadra per mano e la trascina con insistenza, è semplicemente un grande talento a cui piace giocare nel sistema, eventualmente prendendo anche l'ultimo tiro; non ha però "l'animus" del bomber, lo si potrebbe invece considerare, con le dovute proporzioni -in favore del tedesco-, la versione moderna di Detlef Schrempf.

Sia chiaro, Danilo è un grandissimo giocatore, uno dei migliori azzurri di tutti i tempi, ma anche i migliori, specialmente in Nba, devono ricercare la situazione giusta per loro. E Danilo non è nè mai sarà la star assoluta di un roster Nba, è assolutamente contro la sua natura, contro il suo carattere.

E' stato cresciuto per giocare bene a pallacanestro, impostato come un playmaker per vedere meglio il gioco, collaudato per vincere e non per partecipare. Ecco, per vincere. Se le prime due circostanze sono la prova evidente del suo stile di gioco, non è chiaro perchè il Gallo non ambisca a ben altri palcoscenici che, onestamente, meriterebbe.

Io ritengo, infatti, che il Gallo potrebbe serenamente riprodurre le proprie cifre anche in una franchigia da titolo, dove potrebbe essere una terza punta di diamante di altissimo livello, sicuramente uno starter, come ala piccola o come ala forte è indifferente.

Fino a qualche anno fa ritenevo potesse forse ergersi a giocatore da 22-23 punti e 7-8 rimbalzi in una squadra di medio livello, proprio come i Nuggets, attendevo con ansia questo salto di qualità, postergato dai troppi infortuni. Adesso, quale che ne sia la causa (forse anche gli infortuni), sono convinto che questi siano i limiti di Danilo, ormai 28enne, e che quindi il salto di qualità lo debba ricercare non più dentro di sè ma altrove, cercando la sistemazione giusta per incidere il proprio nome negli almanacchi Nba, finora soltanto sfiorati da lontano.

Nel tempo, Gallo è stato accostanto ai Celtics, poi ai Clippers, in franchigie nelle quali avrebbe potuto disputare i playoff da protagonista. La situazione perfetta per lui è quella che lo vede in uno starting five con un centro atletico, dinamico, capace di dominare a rimbalzo, e con un esterno da 23-25 punti di media. In un contesto del genere, Danilo potrebbe esprimersi bene, probabilmente incrementando anche le percentuali di tiro, senza avere più tutta la difesa ad interessarsi principalmente di lui.

Gli anni passano, il tempo scorre. E' arrivato il momento di fare qualcosa, cambiare qualcosa..

Antonio Pace

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