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Outsider: le "rivali" dell'Olimpia

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Fresca vincitrice della supercoppa, l'Olimpia Milano quest'anno non sembra poter avere rivali nel campionato italiano. Basta pensare che, pur togliendo il quintetto base dal roster milanese, l'Olimpia potrebbe comunque schierare altri dieci giocatori con cui competere potenzialmente per lo scudetto finale. Ciò nonostante, lo sport è bello perchè concede sorprese e qualche squadre, in teoria, sarebbe attrezzata per provare ad insidiare il presumibile dominio delle scarpette rosse. Vediamo quali, partendo, comunque, proprio dal roster dei milanesi.

Olimpia Milano

downloadStarting five (voto: 9)

Kalnietis, A. Gentile, Dragic, Sanders, Raduljica.

Panchina (voto: 10)

Hickman, Cinciarini, Simon, Cerella, La Torre, Abass, Fontecchio, Macvan, Pascolo, Mc Lean.

Coach (voto 8.5)

Jasmin Repesa.

L'unico problema, per l'Olimpia, potrebbe essere la difficile gestione di un roster troppo profondo. Ma coach Repesa ha voluto questa profondità per essere competitivi anche in Eurolega. Dovrà gestire bene il gruppo e dare spazio a tutti, facendo riposare i big, specialmente in campionato (presumibile il riposo di 3 big - gli stranieri + Gentile, Pascolo e Cinciarini - in ogni gara di campionato, con La Torre, Abass e Fontecchio costantemente a referto in serie A). Per il resto, la squadra è di un livello superiore a tutte le altre, tra le migliori 8 anche in Europa, sulla carta.

Le outsider:

1) Reyer Venezia

1-1Starting five (voto 8.5)

Haynes, Tonut, Bramos, Ejim, Hagins.

Panchina (voto 8)

Filloy, Mc Gee, Viggiano, Peric, Ress, Ortnes.

Coach (voto 8)

Walter De Raffaele.

I lagunari, reduci da due ottime stagioni, si ripresentano con una formazione che potrebbe legittimamente competere per lo scudetto, se quest'anno Milano non avesse costruito una corazzata praticamente imbattibile. Il roster è completo e dotato di ottima profondità. Il quintetto è solido, ben equilibrato e potrebbe contare sull'esplosione di Tonut, uno sul quale Messina, non uno qualunque, ha voluto puntare in estate, affidandogli una maglia azzurra al preolimpico. La panchina non è male, ha il miglior sesto uomo dello scorso campionato (Mc Gee), tanta esperienza con Filloy, Ress e Ortner, e dovrà sperare nella rinascita di Peric. Per il resto, l'asse "H" Haynes-Hagins dovrà fare la differenza e imporre il proprio gioco agli avversari.

2) Dinamo Sassari

download (1)Starting five (voto 8.5)

Johnson-Odom, Lacey, J.Carter, Savanovic, Olaseni.

Panchina (voto 7.5)

Stipcevic Monaldi, D’Ercole, Devecchi (2.2 pt, 1.3 rb), Ebeling, Sacchetti, Lydeka.

Coach (voto 7)

Federico Pasquini.

 Solito quintetto completamente rivoluzionato e, come sempre, quando si punta al mercato straniero cambiando interamente il proprio starting five, si deve sapere che potrebbe arrivare uno scudetto così come un'annata difficile. I sardi restano sempre una variabile impazzita, potenzialmente da finale scudetto: tutto dipenderà da come riusciranno i nuovi stranieri a fare gruppo sia dentro che fuori dal campo. In questo contesto, Savanovic (ultimamente sotto tono) potrebbe fare la differenza.

3) Sidigas Avellino

news68975Starting five (voto 8)

Ragland, Randolph, Thomas, Leunen, Cusin.

Panchina (voto 7.5)

Green, Obasohan, Severini , Zerini, Fesenko, Parlato, Esposito.

Coach (voto 8.5)

Stefano Sacripanti

Squadra solida, unica che potenzialmente avrebbe un centro (Fesenko) con cui controbattere alla pari la potenza di Raduljica, il centrone milanese. Alla lunga, però, su una serie al meglio delle 7 gare, potrebbe pagare nel settore esterni, data l'età di Green e la mancanza di profondità nel settore. Senza guardare l'Olimpia, però, gli irpini hanno le carte in regola per disputare un'altra grande stagione!

4) Grissin Bon Reggio Emilia

arton38131-d841dStarting five (voto 8)

De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara, Cervi.

Panchina (voto 7)

Needham, S. Gentile, Strautins, James, Lesic.

Coach (voto 9)

Massimiliano Menetti.

 

La Reggiana è sempre più azzurra e conferma di avere un solido progetto alla base. L'addio dei lituani, però, si rivelerà pesante, specialmente nelle dure battaglie dei playoff dove il carisma di Kaukenas e il talento di Lavrinovic spesso risultavano decisivi. Dovranno crescere gli azzurri, ci si attende molto da Cervi e, soprattutto, Della Valle dovrà esplodere definitivamente. A Menetti il compito di gestire il collettivo e riproporre il classico gioco di gruppo, senza egoismi.

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