Ciuff – I Giganti della Pallacanestro

Benetton, Virtus e Fortitudo: il trio delle meraviglie

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Durante le vacanze natalizie, tra un pasto e l'altro mi è capitato di passare pomeriggi sul divano nel tentativo di digerire quel che avevo ingerito; e così, tra un film su OnDemand, una puntata di Big Bang theory su Fox e una partita Nba su SkySport, di tanto in tanto mi sono dedicato alle buone vecchie abitudine: leggere il superbasket. Ma non quelli attuali, bensì quelli di una volta, di quando ero un bambino.

Già, perchè quelli da "senior", dei tempi dell'università, sono andati smarriti in giro per Roma, tra un trasloco e l'altro, nell'incapacità giovanile di preservare tali inestimabili cimeli. Parliamo della tripla di Douglas o degli esordi Nba dei tre tenori azzurri, del monopolio senese e dell'addio al basket di Dejan Bodiroga. Ma quelli d'infanzia, quelli ancor più storici, del primo scudetto di Caserta, della Benetton di Kukoc e della Virtus di Danilovic, fino ad arrivare alla Basket City di Ginobili e Myers, beh, quelli stavano ancora nella mia casa natale e non potevo non dargli un'occhiata.

Per prima cosa, in un giornale del 1999, il settimanale del basket campione d'europa pubblicava un'intervista doppia ad Ettore Messina e Charlie Recalcati, all'epoca rispettivamente coach di Virtus e Fortitudo; Ettore veniva dall'argento europeo con la nazionale e dallo scudetto + eurolega del 1998, Charlie invece era reduce dallo scudetto della stella con la Varese del Poz e di Meneghin.

La cosa che maggiormente mi ha stupito è stata la lungimiranza e la lucidità di Ettore Messina, il quale aveva già previsto (e anche risolto) numerosi problemi, tra i quali comunitari e stranieri, anticipando verbalmente la crisi del basket italiano, che sarebbe arrivata da lì a poco, denunziando la povertà di idee, di progetti e di settori giovanili.

Aveva anche lanciato una meravigliosa provocazione: "se fossi un presidente di una squadra di serie A, costruirei tre settori giovanili, uno in Croazia, uno in Serbia e uno in Lituania: si risparmiano soldi e in 5 anni sicuramente ti ritroveresti 10 giocatori di alto livello!"

Sempre avanti il grande Ettore, speriamo possa riportare la nazionale ai successi che merita. Ad ogni modo, partendo da questo, mi sono ritrovato avvolto da una grandissima nostalgia, nel vedere i campioni che bazzicavano in giro per la serie A italiana, oltre ai personaggi vari, come coach e presidenti. E così voglio regalare lo stesso brivido a tutti voi, citandovi qui di seguito i roster delle squadre campioni d'Italia negli anni successivi alla redazione di quel superbasket di cui sopra.

FORTITUDO BOLOGNA - 2000

Basile, Myers, Karnisovas, Fucka, Vrankovic. Anchisi, Jaric, Pilutti, Galanda, Gay.

VIRTUS BOLOGNA - 2001

Jaric, Rigadueau, Ginobili, Frosini, Griffith. Bonora, Abbio, Ambrassa, D.Andersen, Smodis.

BENETTON TREVISO - 2002

Edney, Bell, Nachbar, Garbajosa, Marconato. Bulleri, Chikalkin, Pittis, Stojic, Nicola, Tskitisvili.

Arrivarono una Eurolega (Virtus 2001), due finali  (Virtus 2002 e Benetton 2003) e un paio di semifinali. Leggere quei nomi fa venire i brividi, grandi giocatori e grandissimi personaggi. Soprattutto, anche se ormai giunti quasi alla fine dei loro grandissimi cicli, degli stupendi progetti, delle grandi rivalità, roba che faceva un gran bene alla pallacanestro. Erano anni d'oro, del viaggio di Manu dall'Italia fino al titolo Nba, della grinta di Myers per prendersi finalmente lo scudetto, dei tiri liberi di Pittis con la mano sinistra. Anni in cui Bulleri esplodeva comunque, imparando il mestiere da Tyus Edney, il migliore d'Europa, anni in cui, a parte le tre citate, in giro per l'Italia c'erano altre squadre ben attrezzate e divertenti, come Roma, Varese, la Siena di Chiacig agli albori della dinastia, la stessa Pesaro di Booker e DeMarco Johnson. Grandi sfide, grande basket.. Oggi, purtroppo, resta soltanto la nostalgia!

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