Ciuff – I Giganti della Pallacanestro

Carriere leggendarie: il mago del pari e dispari

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EPISODIO I - IL MAGO DEL PARI E DISPARI

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REEBOOK BLACK TOP

Il basket non è fatto solamente di professionisti più o meno affermati, nè tanto meno di dilettanti che si dedicano con discreto successo alla pratica cestistica. Fortunatamente, il nostro sport è seguito ed ammirato da tantissimi appassionati e/o praticanti che si dilettano per amore dello sport, a prescindere da risultati e talento.

Per questo primo articolo della rubrica "carriere leggendarie", partiamo d una città immaginaria dove, incredibile a dirsi, la pallacanestro è di gran lunga più seguita del calcio, una rarità assoluta per il Bel Paese.

Ad inizio anni 90, tutti si dedicano alla pallacanestro, i settori giovanili sono stracolmi di giovani promesse, buoni atleti e tantissimi praticanti, nelle scuole i ragazzi parlano soltanto di pallacanestro, di qualsiasi livello, serie A, serie C, promozione e giovanili. Si vive per il basket.

Anche nella famiglia in questione tutti seguono e praticano la pallacanestro, a livelli più o meno discreti, tra squadre professionistiche, semi professionistiche e settori giovanili, ciascuno in base alla propria età.

Il nostro atleta leggendario è uno dei membri di questa famiglia, con un fratello a tratti anche in C2 e vari cugini sparsi per i settori giovanili della città, con alterni successi. Anche lui è un amante della pallacanestro ma non ha mai preso parte a competizioni agonistiche degne di rilevanza. Al massimo partite del sabato in 3vs3 nei campetti, in momenti amichevoli.

Parliamo di un ragazzo con un gran tiro dalla media, meccanico e non rapido, ma efficace, frutto di anni di appassionanti sfide a "21" con i rivali cittadini, con poca predisposizione al palleggio. Un giocatore da streetball on the road.

L'occasione, però, arriva in una caldissima estate del lontano 1996, quando in città arriva la Reebook con il suo classico torneo "Black Top". Gli altri cugini, tutti appena 20enni, creano un terzetto formidabile e, come quarto uomo, viene inserito anche lui.

Si arriva in semifinale, anche grazie al suo fantastico apporto. Partito sempre in starting 3 per prender parte al pari e dispari iniziale, non ha mai perso un pallone consegnando ai cugini la prima palla di ogni match e poi tornando a bordo campo.

Il momento topico arriva nel finale di una semifinale tiratissima, in cui la partita si decide ai tiri liberi. In campo per zero minuti fino a quel momento, viene chiamato un cambio tattico per sfruttare l'esperienza nei sopracitati "21".

Risultato: NO FEAR SHOOTING. Canestro. Partita chiusa. Si va in finale. Delirio al Black Top Tournament!

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