Croazia – Usa, finale olimpica di Barcelona 1992, è una partita che ha fatto la storia del basket. Il Dream Team 1992, la squadra più forte di tutti i tempi, per la prima volta giocò a pallacanestro seriamente, contro una formazione che riuscì a resistere per tutto il primo tempo. Non ci stancheremo mai di ripeterlo, se le vere cause che diedero vita al Dream Team, ovvero URSS (con Sabonis, Marciulionis, Volkov e Kurtinaitis) e Jugoslavia (Petrovic, Kukoc, Radja, Komazec, Vrankovic, Tabak, Divac, Danilovic, Djordjevic, Savic, Bodiroga, Rebraca) fossero state ancora unite come nel 1988 e nel 1990, avremmo avuto ben altre partite nel 1992, con risultato ovviamente comunque già scritto, ma di sicuro partite ben diverse.

Franjo Arapovic nel 1997 in maglia Zalgiris Kaunas – Foto: http://www.15min.lt/

Ad ogni modo, la storia non si fa con i ma o con i se, anche se le ipotetiche danno sfogo ai nostri sogni. In pochi sanno che il più grande spavento a MJ, Magic e compagni, a Barcelona, fu causato da Franjo Arapovic, pivot croato di 215 cm, classe 1965, sostituto di Stojan Vrankovic, con un passato, che nel 1992 in realtà era ancora un futuro, anche in Italia, alla Pallacanestro Trapani, in serie A2, nella stagione 1995/96, con 14 punti e 11 rimbalzi di media, dopo una vita al Cibona Zagabria (dal 1983 al 1993).

Ebbene, il croato, dopo aver sbagliato una banalissima schiacciata in contropiede, da solo, poi convertita in tap in da Drazen Petrovic, qualche azione dopo, in transizione, su assist prezioso dell’immenso Toni Kukoc, inchiodò una terrificante schiacciata in testa a David Robinson, sancendo il sorpasso croato ed il momento più prestigioso della manifestazione olimpica.

Andrea Di Vita