Ciuff – I Giganti della Pallacanestro

Matteo Imbrò: il predestinato!

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Matteo Imbrò, nato ad Agrigento il 12 febbraio 1994, è un predestinato del nostro basket, un ragazzo che fin da ragazzino ha convissuto con le enormi aspettative che tutti gli addetti ai lavori riponevano su di lui e, lasciatecelo dire, ne è venuto fuori alla grandissima. Ad appena 19 anni, ha già alle spalle una stagione in serie A, alla Virtus Bologna, con un ruolo importante e tanti minuti a disposizione, un oro europeo under 20, e numerosi campionati in DNA (ex serie B1), da protagonista. Parliamo di un ragazzo che ha davvero tutto per far bene, ha i mezzi fisici ed atletici, ha la tecnica, ha la testa, soprattutto, nonostante sia già "serie A ready", ha ancora grandissimi margini di miglioramento.

Sotto il punto di vista fisico, ha dalla sua l'altezza, essendo 194 cm, notevole per un playmaker, e un discreto impatto, abbinato a notevole potenza per il ruolo. Certo, si può sempre migliorare e può ridisegnare il proprio fisico (magari in ottica top Eurolega o Nba), ma in questo ambito siamo già avanti. Al massimo, qualche miglioramento potrebbe rivelarsi necessario sotto il profilo atletico, principalmente per migliorare la rapidità di piedi e lo scatto in accelerazione, soprattutto guardando oltreoceano, obiettivo ancora lontano ma decisamente credibile.

Tecnicamente, invece, Imbrò sembra molto più maturo di un ragazzo della sua età. Ha tiro, anche dalla lunghissima distanza, ha un grande I.Q. cestistico e ottima visione di gioco, nel pick'n roll ha ottime capacità di servire il compagno ma anche di concludere per sé stesso, in arresto e tiro o andando fino in fondo. Da migliorare, magari, l'arresto e tiro in sospensione, più sotto il punto di vista della velocità di esecuzione che per quanto concerne la tecnica del movimento, già adesso estremamente pregevole. In più, come detto, maggiore rapidità aiuterebbe il primo passo in penetrazione, sempre utile per battere i pari ruolo che spesso sono più piccoli di lui. Ma si tratta di osservazioni effettuate sempre guardando al top, ovviamente.

Infine, sotto il punto di vista del gioco, in generale parliamo di un ragazzo che ha una grandissima consapevolezza tattica, già adesso effettua spesso la scelta giusta, portando in post basso l'avversario più piccolo, ad esempio, e, soprattutto, legge benissimo le situazioni di gioco offensivo, specialmente nel gioco a due con il lungo bloccante. Certo, per quanto sia già avanti nella sua maturazione, l'esperienza non guasta mai, e ogni anno non potrà che incrementare la propria capacità di lettura della partita, e il proprio controllo del gioco, nonché la leadership sui compagni.

Insomma, passato notevole, presente dorato e, soprattutto, un futuro tutto da scrivere ma già con grandi prospettive, già l'anno prossimo lo attende una stagione molto importante in maglia Virtus, dove dovrà confermare tutte le sue qualità,   Il ragazzo lo sa, ha voglia di allenarsi e di migliorare, come lui stesso ci dichiara nella seguente intervista.

http://pallacanestrotrapani.com

L'INTERVISTA

1 - Innanzitutto, domanda d’obbligo per cominciare, quali sono le sensazioni di un campione d’ europa? Come ci si sente ad aver regalato al proprio paese un oro che mancava da piu di 20 anni?

È una sensazione piuttosto strana, perché davvero non ho ancora realizzato di aver vinto una competizione così importante. Sono molto felice di aver regalato questa medaglia al mio paese, perché è una cosa che, come detto, non succedeva da anni; infatti sono state molte le persone che ci hanno seguito e le ringrazio tutte.

2 - Quali sono le prospettive per la prossima stagione e quali sono gli obiettivi che speri di raggiungere, a livello personale e di squadra?

Resterò alla Virtus Bologna e cercherò di migliorare ancora di più per essere più forte ed incisivo, perché sono consapevole che non si finisce mai di migliorare. Spero davvero di poter  arrivare ai playoff e, soprattutto, di poter giocare per qualcosa di importante.

3- In cosa pensi di dover migliorare per ampliare il tuo gioco?

Credo di dover  migliorare su tutto se voglio restare per più tempo in campo ad alto livello, ma soprattutto devo allenarmi sotto il punto di vista fisico.

4- Quale il tuo momento piu bello sul parquet?

Decisamente l'amichevole contro il Cska Mosca. [7 settembre 2012. Risultato: Virtus BO 61-70 Cska Mosca, Imbrò 7 punti con 2/4 da tre punti]

5- E il momento più bello, a livello junior?

La recente vittoria dell'europeo under 20 alla presenza di 8.000 lettoni che ci tifavano contro.

6- Cosa cambia dalle competizioni junior a quelle senior e quali difficoltá hai incontrato nel passaggio in serie A?

Cambia moltissimo il livello tecnico ma soprattutto la differenza si nota a livello fisico, perché ti ritrovi a competere con gente molto più grossa ed esperta di te e non puoi permetterti di abbassare la guardia neanche un istante, perché se lo fai, ti puniscono immediatamente.

7- Qual è la tua giornata tipo? Riesci a conciliare lo sport, che ormai è un lavoro a tutti gli effetti, con le necessitá di ogni giovane?

Quando l’obiettivo è praticare uno sport ad alto livello, per forza si deve rinunciare a qualcosa, specialmente all'inizio sono necessari dei sacrifici. Però, si riesce sempre a conciliare l’attività sportiva con qualche uscita con gli amici, magari un giro la sera, oppure un viaggio nel periodo di pausa estiva.

8- Quale è il tuo giocatore preferito?

In realtà, non ho un giocatore a cui mi ispiro o che ritengo il mio preferìto, ma tendo a guardare tutti i grandi del basket e cerco di prendere un po' da tutti i giocatori più forti.

9- Qual’ è la persona a cui ti ispiri e quale di più ti ha aiutato nel tuo cammino sportivo?

Di persone da citare ce ne sarebbero  tante, ma devo dire che  quello che mi ha aiutato più di tutti è stato mio padre. Quello a cui più mi ispiro sul parquet, invece, è Carlton Myers.

10 - Qual è l avversario più forte contro cui hai giocato e il più forte che hai marcato personalmente?

Stessa risposta a entrambe le domande: Travis Diener!

11 – Qual’ è l’allenatore che più ha influito sul tuo sviluppo tecnico e quello con cui ti sei trovato meglio?

Mio padre, Vezzosi e Consolini su tutti!

12 - Domanda finale d’obbligo: pensi mai all nba? Se si, la vedi come obiettivo o come sogno?

Sinceramente, ancora non penso alla NBA , è presto, però posso dire che per me è un obiettivo più che un sogno!!

 

LA CARRIERA

Matteo Imbrò comincia a praticare la pallacanestro relativamente tardi, a 9 anni, con la maglia del Porto Empedocle, a pochi chilometri di distanza da Agrigento. Il suo primo allenatore è stato il padre Antonello. Notato sin da subito a livello regionale, a 11 anni passa alla Cestistica Licata. Compiuti i 13 anni si riavvicina verso casa, ad Agrigento. Con la maglia bianco-blu raggiunge le finali nazionali under 14 disputate a Bormio, ottimo palcoscenico per mettere in mostra le proprie capacità.

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A questo punto, già considerato il miglior siciliano della sua annata, e tra i migliori anche a livello nazionale, passa al Basket Trapani. A Trapani diviene il simbolo di un progetto teso a valorizzare i giovani, di cui lui è il fiore all'occhiello. Trapani è il trampolino di lancio per Matteo, vi rimane sino al 2009, anno nel quale lascia la Sicilia per approdare in Toscana, alla corte della Virtus Siena. Quelli di Siena sono anni di duro allenamento e sacrificio, anni ripagati con numerosi trofei, tra cui gli scudetti under 15 e under 16. Lo stesso anno viene ingaggiato dalla Virtus Bologna di Sabatini, ma a Bologna decidono di lasciarlo un'altro anno a Siena. Rimane dunque in Toscana anche nella stagione 2010/2011, disputando un campionato di B1 da semi-protagonista con la prima squadra, e vincendo anche la Coppa Italia DNA. La stagione successiva si trasferisce a Bologna, ma nel suo primo anno nella capitale italiana del basket, non indossa da subito la maglia con la V nera sul petto bensì la maglia degli Eagles, ex Fortitudo. La stagione 2012/2013, finalmente, è la stagione della consacrazione per Matteo. Viene inserito nel roster della prima squadra della Virtus, trovando spazio e minuti importanti nel massimo campionato, chiudendo la stagione con la media di 18 minuti, 4.9 punti, 1.3 assist e 1.9 rimbalzi a partita. Con le giovanili delle V nere ha anche vinto due scudetti Under 19. La ciliegina sulla torta, come ben sapete, è la medaglia d'oro ai recenti europei Under 20 disputati in Estonia. E' da segnalare anche la partecipazione al Jordan Brand Classic International Game, al Madison Square Garden di New York, gara che vede affrontarsi le migliori giovani promesse europee e il top del basket giovanile statunitense, il tutto sotto la supervisione di MJ. Chapeau!

Andrea Di Vita & Antonio Pace

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